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Bullismo a scuola e come combatterlo

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Vi chiedo scusa!

 

È passato un sacco di tempo dal mio ultimo post e la cosa mi dispiace molto. Il motivo? Semplice; sono caduto nella trappola della PERFEZIONE. Eh si, si chiama proprio così. È quel posto dove ti rifugi prima di iniziare un qualsiasi progetto. Una zona di comfort, nella quale tutto deve essere perfetto: le condizioni a contorno, il momento, le cose, tutto.

Bene. Ho capito dopo un bel po’ di tempo che la perfezione semplicemente NON ESISTE. Punto. Tendiamo a volerla raggiungere con tutte le nostre forze ma pare che ci sia sempre qualcosa da sistemare, modificare, aggiustare. E alla fine non si parte mai. Bè, ho deciso di smetterla. Si perde troppo tempo a riflettere, pensare, ragionare, quando basta un minimo di azione per farti partire e poi tanto aggiusterai le varie cose col passare del tempo. Anzi ti accorgerai di cose che magari prima nemmeno avevi curato. That’s it!

Bene, ora senza perdere altro tempo vorrei introdurre l’argomento di questo post, ovvero…

 

 

IL BULLISMO A SCUOLA e COME COMBATTERLO

 

Sono giorni ormai che sento un po’ dappertutto parlare del bullismo.

Ne parlano i telegiornali, ne parlano i giornali e colpo di grazia ieri sera “Le Iene”. L’argomento mi sta molto a cuore per svariate ragioni. La più facile da intuire per chi mi conosce o sa di cosa parlo (parlerò) in questo blog, riguarda il bullismo generato dalla rotondità, chiamiamola così.

Tutte le persone generosamente voluminose sanno bene a cosa mi riferisco. Loro convivono con questo problema quasi tutti i giorni della loro vita. E se VOI (i diretti interessati) state dicendo di no, state mentendo!

Non lo dico per eccessivo cinismo ma perché io, come voi, ci sono passato. E me lo ricordo.

Non è colpa delle persone, è colpa della società. Perché deridiamo il diverso? Perché è diverso. Diverso da uno standard di bellezza che noi sappiamo esser vero. O altresì perché semplicemente, a gusto personale, quella persona sovrappeso, ci fa schifo solo a guardarla.

 

Io me lo ricordo bene. Potevi essere il più simpatico, il più educato, il più bravo a scuola ma se eri sovrappeso eri uno sfigato. Senza se e senza ma. Lo eri punto. Lo eri per un qualche editto dall’alto. Nessuno poteva farci niente, era come una maledizione. Eri segnato. E lo erano i rapporti con i tuoi compagni. Non tutti ci mancherebbe, ma i rapporti non erano gli stessi degli altri. Eri un diverso, eri grasso, ergo eri da prendere in giro.

Io, non mi vergogno ad ammetterlo, sono stato vittima di bullismo, per il fatto di essere grasso.

I ragazzi “fighi” non mi rispettavano come si rispettava una persona “normale” della loro claque.

Per carità alla televisione si senti di tutto oggigiorno. Io fortunatamente non sono mai stato vittima di pestaggi o di azioni criminali, ma il modo in cui ti trattavano valeva già abbastanza di per sé.

La battutina ricorrente sulla ciccia spuntava sempre fuori.

 

Comunque, tornando a noi, cosa fare dunque per mettere a tacere quella gentaglia?

  1. Costruitevi una nuova immagine di voi stessi: andate in palestra, mettetevi a dieta, migliorate il vostro modo di rapportarvi agli altri;
  2. Ignorate quelli che vi deridono: l’indifferenza fa più male delle reazioni;
  3. Smettetela di chinare la testa e abbiate un po’ di amor proprio: se una cosa non vi piace, ditelo!
  4. Nel caso le vessazioni siano gravi (fisiche o psicologiche) parlatene! Non arrivate mai a dubitare del vostro ruolo su questo pianeta. Parlo di suicidio o altro. Vincerebbero loro! Levatevi dalla testa queste (non) soluzioni. La vostra vita vale molto di più!

 

Non credo di essere stato abbastanza esaustivo data l’enormità del tema affrontato, perciò credo proprio che ci tornerò sù, più in la, o meglio, quando la situazione e l’emozione che mi ha portato sulla tastiera si reimpossesserà di me.

A prestissimo,

Riccardo.